Il recente passato

Presentazione DES Varese

ottobre 2013

1a – La prima fase (2005 – 2007)

Il percorso di costruzione del DES Varese nasce nei primi mesi del 2005 su iniziativa dei nodi locali della “Rete Lilliput” con altre realtà che fin da subito hanno condiviso questo cammino. I valori fondanti sono stati quelli legati alla pace, ai diritti, alla giustizia sociale e alla difesa dell’ambiente. In quel momento esistevano già diverse realtà di economia solidale ma nessuna forma di rete.

Il risultato che si intendeva raggiungere era la nascita di un sistema locale (distretto) in cui l’economia potesse soddisfare non solo i bisogni ma anche i valori delle persone e delle comunità, innovando le modalità di produrre, commerciare e consumare, ponendosi come “laboratorio pilota” nel quale sperimentare forme di collaborazione secondo principi di sostenibilità ecologica, di valorizzazione della dimensione locale e delle relazioni, di partecipazione attiva e democratica, all’insegna di un’economia equa e socialmente sostenibile.

I primi passi del progetto sono stati l’elaborazione della carta dei principi del DES Varese e la mappatura delle realtà che, sul territorio provinciale, si riconoscevano nei principi dell’economia solidale (gruppi di acquisto solidale, botteghe di commercio equo e solidale, produttori bio, artigiani, realtà attive nella finanza etica, nel turismo responsabile, nella  tutela ambientale, nella difesa della pace e dei diritti, nella cooperazione sociale e internazionale). L’obiettivo di mappare il territorio ha fatto sì che si creassero i primi contatti e le prime connessioni da cui si è partiti per costruire la rete di economia solidale.

In tutto questo periodo il gruppo promotore è rimasto a livello informale.

1b – La seconda fase: la costituzione in Associazione di Promozione Sociale (2007-2012)

Dopo più di 2 anni di questo lavoro “sotterraneo” di conoscenza delle esperienze locali ma anche di formazione e riflessione, nell’ottobre del 2007 il gruppo promotore si costituisce in APS. “La decisione di darsi una figura giuridica è stata presa unicamente per rendere possibili o facilitare i rapporti con le istituzioni, l’acquisizione di finanziamenti, l’assunzione diretta di spese, la partecipazione a bandi, etc., in altre parole per consentire al DES di esistere e di diventare operativo. L’Associazione DES VA non è il DES ma non vuole neppure essere ‘una tra le tante’; essa ha senso unicamente come strumento che può permettere a tutte quelle persone e realtà che si impegnano per la costituzione e lo sviluppo del DES di agire in modo realmente incisivo ed efficace.” (dalla relazione per l’assemblea del 15.9.2008).

Sarà una coincidenza ma nel maggio 2008 si riesce ad organizzare la prima fiera provinciale dell’economia solidale ed a pubblicare la prima edizione delle Pagine Arcobaleno. I soci dell’Associazione sono tutte persone fisiche, che si impegnano attivamente nella costruzione del DES. Nel corso degli anni il loro numero rimane mediamente intorno alle 20 unità. Le realtà che nel 2008 aderiscono al DES -sottoscrivendo la carta dei principi- sono circa 50.

Negli anni successivi, pur con gradualità, la rete continua a svilupparsi. Ogni anno viene realizzata la fiera provinciale, che registra un numero crescente di partecipanti; inoltre vengono costituiti tavoli permanenti di lavoro, realizzati diversi progetti (in proprio o in partnership con altre realtà), avviate collaborazioni, organizzati incontri e convegni.

Nel 2012 le realtà che hanno aderito al DES sono circa 140.

A questo punto inizia una profonda riflessione sull’assetto istituzionale, motivata soprattutto dalla considerazione che una rete ormai così ampia e sempre più coinvolta nella costruzione del distretto, non poteva più essere governata da un gruppo di persone volonterose e ben intenzionate ma che non rappresentavano -né formalmente, né sostanzialmente- i numerosi soggetti dell’economia solidale.

1c – La terza fase: la modifica dello statuto e la nascita di una associazione di II livello (2012-)

Il passaggio naturalmente non è stato semplice e ha richiesto un lungo lavoro interno di revisione dello statuto -per renderlo adeguato alle caratteristiche ed alle nuove istanze della rete- ed una massiccia sensibilizzazione delle realtà aderenti al DES, al fine di farle diventare socie ed esprimere così i loro candidati per la presidenza ed il consiglio direttivo del DES. Il cambiamento viene presentato così all’assemblea dell’aprile 2012: “…Anche questo è un passaggio importante che determina un cambiamento sostanziale nell’Associazione, che da mero strumento nato per facilitare la nascita ed i primi passi del Distretto di economia solidale di Varese, diventa effettivamente organo di rappresentanza di tutte le realtà che in questi anni hanno aderito, sottoscrivendo la Carta dei Principi del DES. Questo nell’intento di consegnare la gestione della rete che abbiamo creato alla rete stessa, attraverso un maggior coinvolgimento ed una maggiore responsabilizzazione di tutte le realtà e processi decisionali trasparenti e condivisi. Il testo che verrà approvato prevede che l’Associazione “DES VA” diventi un’associazione di secondo livello ed i soci, pertanto, non saranno più persone fisiche (con l’eccezione dei soci volontari) ma realtà associative (formali o informali che siano)”.

Le modifiche statutarie vengono approvate nel dicembre del 2012 e le elezioni per il rinnovo degli organi sociali vengono fatte nel febbraio del 2013, secondo un meccanismo che permette a tutte le categorie di soci di avere almeno un proprio rappresentante nel consiglio direttivo.

Al 31 maggio 2013 il DES conta 37 soci ordinari (cioè soggetti giuridici o gruppi informali) e 22 soci volontari (persone fisiche).

Le realtà che hanno sottoscritto la carta dei principi sono oltre 200.

I numeri incominciano ad essere significativi (come pure la rilevanza di tante realtà), ma lo scopo del DES non cambia: non si intende infatti creare una grande organizzazione -magari rigidamente strutturata e verticistica- bensi continuare a sviluppare e rinforzare la rete reale, per renderla sempre più ampia e multiforme, integrata e partecipe della vita del Distretto. Oltre a questo compito fondamentale il DES si incarica di rilanciare alla rete  proposte e campagne nazionali o di macroarea, di sviluppare e proporre progetti propri (anche tramite i tavoli di lavoro), di creare le condizioni e la cornice affinché si sviluppino -e vengano pubblicizzati- progetti autonomi delle e tra le realtà locali.

2- L’attuale assetto organizzativo

Se dal punto di vista istituzionale il DES è retto dagli organi sociali dell’Associazione (Assemblea, Presidente e  Consiglio Direttivo) dal punto di vista organizzativo è stata scelta la strategia di costituire (o formalizzare, nel caso di nascita spontanea) dei tavoli di lavoro, cui partecipano liberamente anche realtà e persone che non sono socie del DES. Questo strumento consente di allargare in modo semplice e flessibile il numero di persone attive (e il loro senso di appartenenza al DES) e di soddisfare contemporaneamente 2 distinte esigenze: quella di valorizzare le energie creative e propositive espresse dalla rete e quella di coordinare le iniziative ottimizzando le risorse e facilitandone la visibilità sul territorio.

I Tavoli di DES VA

I Tavoli sono quindi sottosistemi della rete, luoghi di sinergia e coordinamento tra realtà che a vario titolo si occupano delle medesime tematiche, strumenti di sviluppo di particolari ambiti di interesse per il Distretto. Ogni Tavolo ha un referente che tiene i contatti con il Consiglio Direttivo del DES.

Tavolo Va-Oltre: è la rete di collegamento tra i Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) della zona, che attualmente sono circa 50; organizza ogni anno 2 giornate (una primaverile e una autunnale) di incontro, di discussione e di festa per i GAS.

Tavolo Agricoltura “Per una Pedagogia della terra” : nasce dall’esperienza dei sistemi di garanzia partecipata e si sta impegnando in percorsi agricoli e di piccola filiera corta come il progetto Patata Etica delle valli Varesine .Cerca di coinvolgere agricoltori e appassionati della terra coordinando iniziative ed eventi sul territorio.Lo scopo è ambizioso: diffondere una maggiore conoscenza dell’agricoltura  locale più sostenibile,etica e solidale cercando di “conoscere chi ci nutre”. –

Tavolo Sienergia: è il gruppo che si impegna sul fronte della diffusione e dell’utilizzo di energie da fonti rinnovabili.

Tavolo Bio-edilizia: è composto da bio-architetti, imprese, altri professionisti; si occupa di consulenze e progetti nel campo della bio-edilizia; partecipa al progetto “Distretto di Transizione energetica dei Laghi”.

Tavolo Rete Varesina del commercio equo solidale: è la rete di coordinamento delle botteghe di commercio equo, cui hanno aderito tutte le realtà presenti nella provincia (16).

Tavolo Da capo a piedi: si occupa del settore Tessile; ha organizzato eventi per far conoscere ai GAS (e non solo) le esperienze di aziende tessili bio-ecologiche ed ha creato rapporti di conoscenza, confronto e collaborazione con aziende tessili locali.

CoVabito: è il Tavolo attivo sul tema della coabitazione; ha organizzato incontri e convegni per diffondere la conoscenza di esperienze di co-housing ed ha messo in relazione persone e famiglie interessate a realizzare una simile esperienza nella nostra zona.

Tavolo “Per una pedagogia della terra”: si occuperà di progetti di filiera agroalimentare locale e solidale .

Le realtà che hanno aderito al DES, sottoscrivendo la carta dei principi, sono a tutt’oggi circa 200. Si tratta di GAS, botteghe del commercio equo e solidale, aziende produttive e di servizi, cooperative sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, realtà che si occupano di ambiente, software libero, turismo responsabile, piccoli artigiani e commercianti,

L’Associazione DES VA è socia di: Cesvov Varese, Banca Popolare Etica, Associazione Co-energia.

Inoltre fa parte del Tavolo RES nazionale, del Tavolo regionale Finanza Etica e del gruppo di lavoro regionale sulla PDO.

3 – Principali progetti e iniziative realizzati o direttamente dal DES (tramite i Tavoli di lavoro) o da realtà della rete, con la partecipazione e/o il sostegno del DES.

a) La Cooperativa Aequos, nata nel 2010 da un gruppo di GAS della Provincia, è ormai una realtà consolidata, con la quale è stato avviato un percorso di integrazione che ha portato Aequos a diventare socia del DES e successivamente il DES ad associarsi ad Aequos. Aequos può essere vista come piattaforma logistica della rete.

b) Sportello energia: il Tavolo Sienergia ha aperto e gestito uno sportello di consulenza in ambito energetico in un Comune, su richiesta dell’Amministrazione Comunale. Nel lavoro di preparazione dei protocolli e dell’organizzazione dello sportello sono stati previsti dei fondi di solidarietà derivanti da eventuali commesse di lavoro.

c) Va-Oltre e la finanza etica: tra le molte iniziative realizzate Va-Oltre ha fatto conoscere ai GAS le realtà di finanza etica attive sul territorio (Banca Etica, MAG2, Caes) ed ha promosso i prodotti finanziari dedicati ai GAS (il conto corrente di Banca Etica e le polizze Eticar)

d) La rete delle botteghe varesine ha elaborato e diffuso -nel giugno del 2013- una proposta per i GAS, con lo scopo di promuovere i valori ed i prodotti del commercio equo ma anche con l’obiettivo di aumentare l’integrazione e la sinergia tra realtà della rete.

e) Progetto “Per una Pedagogia della Terra”: questo progetto -finanziato, tramite un bando, dalla Fondazione Cariplo- è stato realizzato nel 2012 con i DES di Como e della Brianza e con la Cooperativa Scret. Lo scopo era quello di sperimentare un sistema di garanzia partecipativa (con la presenza di tecnici e rappresentanti dei GAS) per sostenere e integrare nella rete -attraverso la definizione ed il rispetto di protocolli predisposti congiuntamente e sulla base di relazioni dirette e fiduciarie- aziende agricole e  zootecniche locali.

f) Filiera della patata locale Il progetto è stato avviato nel 2013 dal comitato locale SPG (sistema di garanzia partecipativa) con la finalità di favorire lo sviluppo di una filiera locale di una patata di montagna di alta qualità, coltivata secondo la metodologia assimilabile al metodo biologico. Si è previsto il coinvolgimento delle reti di consumatori presenti sul territorio, in particolare i GAS, dei produttori locali e di altri attori facenti parte del DES Varese. Per la verifica e a garanzia della produzione definita dal protocollo, si farà riferimento al sistema di garanzia partecipativa (SPG) già adottato con alcuni produttori in zona, secondo quanto contenuto nel progetto “Per una Pedagogia della Terra”.

g) Distretto di transizione energetica dei Laghi: è una rete di famiglie, imprese, artigiani ed enti locali all’interno del territorio di Agenda21Laghi che si pone come soggetto facilitatore tra l’offerta e la domanda di interventi per il consumo termico residenziale, con l’obiettivo di promuovere e diffondere il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili. Il Distretto si propone di facilitare e rendere proficuo la relazione tra utenti, imprese e professionisti, avvalendosi di diversi strumenti:

√  Diagnosi energetica semplificata

√  Costruzione di un database di aziende e professionisti

√  Formazione per imprese e professionisti del settore

√  Diffusione di Best Practices

Il progetto, iniziato a Ottobre 2012, ha una durata di 18 mesi ed è promosso da CAST, Agenda21Laghi, Università dell’Insubria, DES Varese. E’ realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo.

h) TERREdiLAGO: la Rete di Economia Solidale del Luinese:

L’esperienza di TERREdiLAGO proviene dalla storia trentennale di una piccola associazione di volontariato conosciuta con il nome di GIM (Gruppo di Impegno Missionario) di Germignaga (VA).

Agli inizi degli anni ‘90 il GIM, dopo significative esperienze in progetti sulle energie rinnovabili nel Sud del mondo, ha iniziato a dedicarsi al commercio equo e solidale.  Sono quindi nate le varie botteghe del mondo gestite dal GIM, che fanno attivamente parte del Tavolo “Rete Varesina del Commercio Equo e Solidale”: la prima a Germignaga nel 1994, poi a Luino nel 2002, a Lavena Ponte Tresa nel 2005 ed infine a Gavirate nel 2009 ( www.botteghegim.it ).

Finalità generale del progetto TERREdiLAGO  è quello di contribuire alla creazione di una  economia solidale locale basata sui comportamenti di consumo consapevole e responsabile praticabili da ampie fasce della popolazione.  Per raggiungere queste finalità si è lavorato per creare un portale web (www.terredilago.it) ove viene illustrata la rete, i suoi partecipanti                 ed i suoi principi; accedendo al portale, i consumatori che aderiscono ai GAS possono                         vedere i prodotti del commercio equo e solidale ed i prodotti locali, ordinarli durante la settimana e ritirarli il sabato successivo presso una bottega del GIM. Con i produttori locali si è stabilito un “patto di economia solidale” che impegna il produttore alla fornitura di prodotti in termini di quantità e “prezzi giusti”, al rispetto della Carta dei Principi della Rete di Economia Solidale ed a devolvere un contributo al Fondo per l’economia solidale. Tramite questo fondo verranno gestiti progetti per lo sviluppo di nuove iniziative nell’ambito dell’economia solidale del Luinese.

Al progetto “TERREdiLAGO” aderiscono attualmente quattro GAS, sette produttori locali, quattro associazioni, una cooperativa sociale e le quattro botteghe del GIM.

E inoltre:

– Mappatura e costruzione della rete: conoscenza delle varie realtà, connessioni, sinergie

– 6 edizioni delle Fiera dell’economia solidale della provincia di Varese (“AllafieradelDES”)

– 1 edizioni delle Pagine Arcobaleno e 1 della Mappa della Rete , contenenti i riferimenti delle realtà che hanno aderito al DES e la descrizioni delle principali attività.

– 12 edizioni del Forum dei GAS provinciali (in collaborazione e per il tramite del Tavolo Va-Oltre)

– laboratorio sul denaro dal titolo: “Arricchirsi in due giorni”

– incontri e convegni organizzati dai Tavoli del DES

– adesione al progetto nazionale “Co-Energia”

– partecipazione -come organizzatori e fruitori- dei corsi per animatori di rete, organizzati dalla Cooperativa Scret

– partecipazione al Gruppo che segue il progetto di legge regionale sui GAS

– partecipazione al progetto di costituzione di una RES regionale.

– collaborazione nella ricerca nazionale sui GAS.